Il Monte Taburno

 

ll Taburno Camposauro è un massiccio calcareo isolato dell'Appennino campano. Si trova esattamente ad ovest di Benevento da cui dista pochi chilometri e nella cui provincia ricade interamente.  Il periodo di formazione del Taburno è di era secondaria (mesozoico). Il monte è separato a nord dalle montagne del Matese per mezzo dalla Valle Telesina solcata dal fiume Calore, mentre a sud la Valle Caudina lo separa dai monti del Partenio. Le vette più alte sono il monte Taburno (1393 m s.l.m.), il Camposauro (1390 m s.l.m.), il monte Alto Rotondi (1305 m s.l.m.), il monte Sant'Angelo (1189 m s.l.m.), monte Gaudello (1226 m s.l.m. ) ed il monte Pentime (1168 m s.l.m.), disposti a semicerchio dando forma nel mezzo alla "valle Vitulanese". Il massiccio è costituito da due blocchi calcarei separati dalla depressione tettonica di Piana di Prata. Dal punto di vista geologico, il monte si presenta calcareo gessoso, infatti, la zona che costituisce il comune di Vitulano, è ricca di brecce colorate, che per anni si sono prestate all'industria per la lavorazione di marmi decorativi. Tali marmi vennero utilizzati anche come decorazione della Reggia di Caserta e la chiesa di S. Francesco di Paola in Napoli.

Dalla città di Benevento il profilo del massiccio assume le sembianze di una donna supina, con i piedi verso la valle Caudina,e la testa (Monte Pentime) verso la valle telesina, viene quindi chiamato " la Dormiente del Sannio". La mancanza di corsi d'acqua determina l'assenza di ecosistemi molti più ricchi di specie. La specie animale che caratterizza il monte Taburno è il corvo imperiale. Vi è poi il picchio muratore, la poianatordo sassello piccoli passeriformi e piccoli mammiferi. L'altopiano del monte abbonda di fragole selvatiche, mentre il basso di pietre frigie che producono funghi di ogni specie: rinomati sono i tartufi neri dei territori di Tocco Caudio e Vitulano. Nella parte bassa la vegetazione è costituita da roverella, dopo i 700 metri invece la vegetazione è costituita da acerocarpinofrassino, al di sopra i 900 m domina il faggio tra i 1000 e 1100 metri invece s'incontra il leccio. Di particolare rilievo risultano le coltivazioni di ulivo che hanno rappresentato fonte di ispirazione finanche per Publio Virgilio Marone nella stesura delle Georgiche. Infatti, nel libro II°, verso 38, è possibile ammirare i seguenti versi:


"Neus segnes jaccant terrae juvat Ismara Baccho.

Conserere, atque olea magnum vestire Taburnum "

 

Filippo Cluverio sullo stesso argomento scrive:


"Taburnus mons olivifer in Samnis Campania confini furcas, etc."

 

Infine Vibio Sequestre , nella sua opera De fluminibus fontibus lacubus nemoribus paludibus montibus gentibus per litteras libellus, nell'elenco dei monti lo definisce:

 

"Taburnus Samnitum oliver"

 

Il monte Taburno è protetto con l'istituzione del Parco Naturale Regionale Taburno-Camposauro (Dal 14 settembre 1994) dalla comunità montana del Taburno. Il monte Taburno è tutelato anche dal Piano Paesistico del Taburno, entrato in vigore nel 1996. Dalla vetta del Taburno si gode di un vasto panaroma su tutta la valle Caudina densamente antropizzata e chiusa dalla parte opposta dal massiccio del Partenio. Ad ovest dove la valle diventa più stretta, si nota una macchia bianca sul fianco di un monte: è la cava del monteTairano nei cui pressi si svolse l'episodio del 321 a.C. tra Romani e Sanniti ( Battaglia delle Forche Caudine ). Oltre il Partenio nelle giornate più limpide si possono vedere il Vesuvio ed i monti Lattari.

 

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